Pensavate di aver finito avendo riconosciuto i profumi del primo sorseggio, invece c’è un ulteriore aspetto da considerare. Il retrogusto.

Che cosa si intende per retrogusto? In pratica è la sensazione che avverti immediatamente dopo la deglutizione e può riservarti tantissime altre sensazioni.

Cosa aspettarsi dal retrogusto?

Di solito la sensazione principale è quella di amaro, ma mano a mano che svanisce puoi avvertire altri aromi secondari, tra cui quelli speziati.

Cos’è la persistenza retro gustativa?

Con persistenza si intende la durata degli aromi che continui ad avvertire, dopo aver deglutito la birra.

Per quanto tempo si continua a sentire questi aromi?

In base alla durata del retrogusto avremo un retrogusto:

sfuggente: se non avverti alcun aroma ben identificabile
poco persistente: se durano fino a 5 secondi
abbastanza persistente: se durano fino a circa 10 secondi
persistente: se durano fino a circa 20 secondi
molto persistente: se durano 30 secondi o più

Le note dominanti dei principali stili:

Ogni tipologia di birra ha gusti o aromi dominanti, caratteristici. E’ importante riconoscerli per gustarli fino in fondo e apprezzare l’intensità.

Le Pilsner
Sono famose per l’amaro.

Altre birre lager
Sono famose solitamente per i sentori maltati.

Weissbier
Sono molto riconoscibili dai sentori aspri con una punta di acidità.

Birre ale
Tra tutti i possibili sentori, le note dominanti sono quelle fruttate.

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Riprendo volentieri questo articolo sugli abbinamenti del cibo con la birra. L’importante adesso è di capire quale tipo di birra si accompagna con la maggior parte dei cibi.
Vediamo adesso le prime sette regole basiche che si possono seguire per questi abbinamenti.

1) Come dicono gli inglesi: “Match strength with strength”.

Se hai un piatto leggero (es. un’insalata, una sogliola) meglio una birra leggera: una lager o una birra di frumento.

Se hai un piatto più consistente (es. un formaggio molto stagionato) meglio una birra con un gusto più “forte”: scegli una ale.

2) Piatti dal gusto prevalentemente acido

Scegli una birra resa dolce dalle tipiche note di malto tostato, come una ale ambrata.

3) Piatti molto grassi (es. formaggi grassi)

Scegli una birra alcolica, che può essere una lager o una ale.

4) Piatti molto unti (es. alcuni piatti tipici della cucina cinese, frittate, ecc.)

Buttati sulle bollicine: ottime le American Premium Lager, per intenderci gran parte delle classiche bionde che trovi al supermercato.

5) Piatti piccanti

A te la scelta! Sei un amante del piccante? Scegli una birra amara (una Pils) e il piccante risalterà ancora di più. Sei invece più prudente e vuoi ridurre le sensazioni piccanti? Scegli una birra ambrata, il malto tostato ti verrà in soccorso!

6) Piatti speziati

Prova una birra con note dolci e maltate, anche qui può essere ottima una birra ambrata.

7) Alcuni sapori molto forti

Hai un piatto dal gusto veramente forte come un formaggio erborinato, tipo il gorgonzola?
Oppure una cosa completamente diversa, ma sempre molto forte, come un dessert al cioccolato?

Sono due situazioni completamente diverse, ma in entrambi i casi puoi ricorrere a due “mostri” del panorama birraio: IPA (India Pale Ale) e Barleywine. Ovviamente le trovi nei beer shop.

(fonte: Vino o Birra)

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Tutti sanno che le birre appaiono diverse tra loro: una scura irlandese è diversa da una bionda italiana.

Ma il colore non è l’unica differenza!

Altre differenze importanti sono la limpidezza e la schiuma.

Vedrai ora nel dettaglio quali preziose informazioni ti danno e perché sono così importanti.

LA LIMPIDEZZA

E’ data dalla presenza di lieviti e varia molto da tipo a tipo di birra.

Dipende anche dal procedimento usato per produrla: molte birre industriali vengono filtrate e risultano molto limpide.

Attenzione: se una birra artigianale è più torbida del normale, non è necessariamente un difetto!

Gli aggettivi più comuni:

Impenetrabile: le birre scure, come le Stout irlandesi
Opalescente: pensa alle birre di frumento, le Weissbier e le bière Blanche
Torbida: si dice di birre rifermentate in bottiglia. Sono torbide molte birre d’Abbazia.
Velata: tra il torbido e il chiaro. Tipico di alcune birre ale inglesi.
Chiara: si dice spesso di birre non velate, ma di colore ambrato che non possono essere definite limpide.
Limpida: puoi vedere chiaramente cosa c’è dall’altra parte del bicchiere Tipico di molte lager bionde, soprattutto delle Pilsner.
Brillante: una birra estremamente limpida.

LA SCHIUMA

La schiuma è importante nella birra perché, oltre al fattore estetico, aiuta a conservare gli aromi.

La giusta quantità: due dita circa. Per avere una schiuma perfetta il bicchiere deve essere perfettamente pulito.

E’ un indice della temperatura: se è troppo poca, forse la temperatura della birra è troppo bassa. Se è troppa, forse è troppo alta!

Se versi una birra in bottiglia, presta molta attenzione al modo di versarla (vedi l’articolo): la quantità di schiuma dipende anche da questo!

Gli aggettivi più comuni:

Fine: tipa schiuma fine fine piena di bollicine
Compatta: lo dice la parola, tende a rimanere unita
Cremosa: tipico di solito della schiuma che è anche compatta. Pensa ad una Stout irlandese
Aderente: rimane aderente al bordo del bicchiere
Persistente: lenta a svanire

Bisogna però fare un distinguo: in alcuni paesi, soprattutto in Inghilterra, usano servire le birre ale senza o con pochissima schiuma. Hanno anche dei bicchieri a forma di pinta con una leggera svasatura, proprio per limitarne la formazione. Tuttavia questa usanza da noi è praticamente assente. E anzi si tende proprio all’opposto.

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